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martedì 24 dicembre 2013

Basta il pensiero

Cara Lucilla,
ogni anno è la stessa storia: io mi sbatto per preparare un pranzo di Natale coi fiocchi, per entrambe le nostre famiglie, e mio marito non solo non mi aiuta, ma si presenta sempre con un misero regalino preso all'ultimo momento, e mentre me lo consegna mi dice: "Tanto basta il pensiero!"
Che faccio?



Apparecchia la tavola e siediti. Quando i tuoi ospiti cominceranno a guardarti straniti e ad agitarsi sulle sedie, tu sorridi loro e chiedi: "Ma non basta il pensiero?"

(Auguri!)

martedì 20 agosto 2013

Senza soluzione

Cara Lucilla,
ho un collega insopportabile. Se appena non gli rispondo come lui si aspetta, oppure sono un po' nervosa, mi chiede: "Cos'è? Hai le tue cose?" oppure "Da quand'è che non ti fai una bella scopata, eh?"
E io non so mai cosa rispondergli ...

Sorridigli, e poi fagli notare che per una donna sono tutte situazioni transitorie - il ciclo dura qualche giorno, il sesso si può sempre fare -, ma se un uomo è pirla, è pirla per sempre. 

giovedì 1 agosto 2013

Strategie di uscita


Neanche Aldo, Giovanni e Giacomo si potevano inventare una storia così.

mercoledì 17 luglio 2013

Senso estetico


Cara Lucilla,
l'altro giorno mio marito, dopo soli tre mesi di matrimonio, si è voltato a guardare una donna giovane, alta e bella, con un paio di jeans così stretti che, secondo me, girava in apnea. Non ho avuto la prontezza per chiedergli subito perché lo stesse facendo...

Era orripilato da quanto le stessero male

sabato 6 luglio 2013

Non fate quel che dico e neppure quel che faccio

Cara Lucilla,
il mio fidanzato, da qualche tempo a questa parte, sostiene che la fedeltà sia innaturale, quando si sta insieme da tanto tempo come noi, e che una scappatella è perfettamente comprensibile. L'importante è che sia solo sesso e non ci sia amore.
Sto pensando di approfittare di questa sua apertura per togliermi uno sfizio con un tipo in palestra, tutto muscoli.

Sono piuttosto certa che il tuo fidanzato stia parlando esclusivamente per sé. 

giovedì 20 giugno 2013

Senso e sensibilità

Cara Lucilla,
io e lui siamo stati insieme sette mesi, quando una sera, davanti a un piatto di spaghetti con le vongole, al ristorante, ha detto, fra una forchettata e l'altra, che non ne poteva più e che mi lasciava. Si è anche meravigliato che io, invece, paralizzata e sconvolta, abbia smesso di mangiare: lui si è sbafato primo, secondo e dolce. Dopo quasi un anno mi ha ritelefonato, dicendo che gli mancavo: non che mi amasse, ma si era affezionato.

Come si fa con un cucciolo di cane?

lunedì 17 giugno 2013

Lontano dagli occhi, lontano dal cuore.

Ieri mattina facevo colazione al bar, quando vicino a me si sono sedute due giovani donne. Parlavano dei problemi di cuore di una di loro. Salta fuori che la poveretta si era innamorata di un tipo che viveva in una città diversa. Lei prendeva il treno il sabato, faceva due ore di viaggio per raggiungerlo, e il lunedì mattina prestissimo tornava a casa, in tempo per andare a lavorare. Lui diceva sempre che potevano approfittare delle occasioni di divertimento che la grande città offriva, mentre da lei, in quel paesino, al massimo si poteva andare in gelateria dopo cena. 

Dopo un anno di via vai, però, la poveretta gli ha detto che, ogni tanto, si poteva fare il contrario, no? In fondo, non era importante uscire tutte le sere, si poteva pure passare qualche serata in casa.
Il tipo si è prima sorpreso, poi risentito, e dopo un po' ha deciso di prendersi una pausa di riflessione, sostenendo che non sospettava lei fosse un'egoista pretenziosa, e che lui arrivava stanco morto la sera, a casa, e certo non poteva mica mettersi in viaggio in quelle condizioni. L'ho sentita dire, con le mie orecchie: "Forse non dovevo insistere così, perché ora mi manca tanto".

Anche alle Ferrovie dello Stato manchi tanto. A lui non credo.